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Quello che ci svelano gli incel, proprio come i social network personali, è la logica che sottende a tutta l’ultima fase del capitalismo: che tu stesso sei un prodotto, e che ti devi vendere su un mercato. Il tratto fondamentale del neoliberismo sta proprio nell’introiezione della self-entrepreneurship, il management di sé stessi. La mediazione è scomparsa al punto che non abbiamo più neanche bisogno di un padrone a cui vendere la nostra forza lavoro, o di un capo che sorvegli la durata della nostra pausa sigaretta. Stiamo sempre lavorando. La nostra stessa esistenza è lavoro.
È il trionfo dell’erosione della separazione tra vita e lavoro, con una novità. Il lavoro sessuale non implica una vendita del «proprio corpo», ma quella di prestazioni sessuali, eppure quando pensiamo alla vendita di sé stessi, pensiamo inevitabilmente alla prostituzione. Il mestiere piú antico del mondo. Un mestiere eminentemente femminile.

Elisa Cuter è nata a Brescia nel 1987. È dottoranda e assistente di ricerca alla Filmuniversität Konrad Wolf di Babelsberg-Potsdam e editor della sezione Società di «il Tascabile». Per «Filmidee», «doppiozero», «Blow Up» e «Not» si occupa principalmente di cinema e questioni di genere e collabora con il Lovers Film Festival - Torino LGBTQI Visions, il Carbonia Film Festival. Cinema/Lavoro/ Migrazioni e la Berlin Feminist Film Week.


 
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