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La tecnologia creerà sempre più dipendenza, a meno di una rivoluzione nella finalità del progresso digitale. Per come vanno le cose ora, nel momento in cui gli elettrodomestici iniziano a comunicare tra loro in modalità wireless, le smart car e gli smart bus ci caricano e ci scaricano senza che nessuno li guidi, le porte si aprono automaticamente al controllo biometrico, tutto sembra in grado di funzionare perfettamente anche senza di noi. È questo d’altro canto che sentono moltissime persone, nella maggior parte della loro vita: di essere superflue.
Arriva il momento in cui ci dobbiamo dire che c’è una ragione per cui ci lasciamo sedurre così facilmente dalla cattura di Netflix, dell’e-shopping, delle chat, del nostro newsfeed, dei tag o dei like, e la ragione è che questo baluardo di connessione è a volte più gratificante delle relazioni che intratteniamo nella vita disconnessa.

Francesca Coin insegna Sociologia all’Università di Lancaster, in Gran Bretagna. Si occupa di lavoro, moneta e diseguaglianze. Coordina il progetto di ricerca The nature of money and its social perception in times of crisis finanziato dal Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

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