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Provate a immaginare di essere in una foresta. State passeggiando tra gli alberi, il vento vi accarezza i capelli, gli uccelli cinguettano e vi muovete spediti verso la vostra meta, qualunque essa sia. Di colpo davanti a voi c’è un bivio e dovete prendere una direzione; dovete decidere da quale parte andare. La strada a destra è in salita, ma potrebbe essere piú breve. La strada a sinistra è in discesa, ma potreste allungare molto. Percorrendo ognuna incontrerete una vegetazione potenzialmente differente, animali differenti e forse dei pericoli. Nessuno garantisce che taglierete il vostro traguardo. Forse la biforcazione nasconde un burrone tra le fronde, o forse uno dei due sentieri è sbarrato e vi costringerà a tornare indietro. Forse le due strade convergeranno a un certo punto e vi sarà un secondo bivio. Una cosa sola è certa: se non vi muovete non saprete mai cosa vi attende. Se invece vi muovete, comunque vada sarà una stata un’avventura; bella o brutta lo deciderete voi.
Ora per comodità e semplicità, trasferite questo viaggio nella foresta in un videogioco. Qual è la prima caratteristica dei videogiochi che vi viene in mente? Semplice: non si può morire.

Marina Pierri è nata a Bari nel 1980. Vive a Milano, scrive di serie Tv soprattutto per «Il Corriere della Sera» e «Vanity Fair». Attivista femminista, gamer piú che occasionale e appassionata di tecnologia, è docente e coordinatrice allo Ied. È codirettrice artistica di FeST - Il Festival delle Serie Tv di Milano.

 
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