Una vignetta del New Yorker / Irl / Alan Turing / Il Turco Meccanico / Amazon Mechanical Turk / Captcha / Fortnite / L'Aranciata Sunny D

E ora, giunti alla fine di questa curva, la realtà non esiste piú. Numeri alla mano, chiunque vi rivolga la parola online potrebbe non essere umano. Ogni richiesta d’amicizia su Facebook o visualizzazione su YouTube potrebbe essere pilotata, artificiale, una minuscola congiura. E lo sappiamo. È talmente ovvio e inevitabile da non interessarci già più, come se noi, gli umani, l’avessimo già fatta, l’Inversione. Perché una recensione scritta da un bot è, da un certo punto di vista, vera: è pur sempre un numero, un tassello della nostra esperienza digitale. La sfocatura del reale si è manifestata lentamente davanti ai nostri occhi: abbiamo scelto di non fermarla oppure non ce ne siamo accorti subito? Poco importa, perché una volta caduto l’ultimo bastione, vita reale e digitale si sono fuse: le cose non succedono solo Irl, nella vita reale, succedono, qui e lì, in un unico luogo.
Abbiamo attivato un portale, qualche anno fa. Pensavamo che il gioco fosse solo entrarci, dare un’occhiata per poi tornare alla realtà, quella vera. Non è andata così: la colonizzazione è avvenuta in entrambi i sensi, mandando in tilt i nostri radar abituati alla realtà unplugged, l’ancien régime, ormai obsoleti e inadatti a un’esperienza spuria, a tratti inquietante. Siamo anfibi tra due mondi tra loro collegati, uguali eppure diversissimi. Lo dimostra anche il fatto che il gioco dell’anno, Fortnite, sia utilizzato da molti come luogo in cui passare del tempo, parlare con gli amici, fare scemenze.

Pietro Minto è nato a Mirano nel 1987. Vive a Milano e fa il giornalista freelance, si occupa perlopiú di temi digitali. Ha collaborato con «Rivista Studio», «Prismo», «La Lettura» del «Corriere della Sera» e «Icon», tra gli altri. Ogni sabato manda con sorprendente puntualità una newsletter chiamata Link Molto Belli.

 
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