Karlheinz Stockhausen / La musica elettronica / Donna Haraway / Ayn Rand / La classe creativa / I quartieri gentrificati / Apple, Ikea & Xanax

Più che un gioco è una gara: e nelle gare c’è chi vince e c’è chi perde. Ayn Rand ci insegna che il mondo appartiene ai primi. Il fatto è che però esistono anche i secondi – e sono la maggioranza. Fingere che davanti ci si pari un orizzonte fluido e senza strappi come la superficie di un iPhone è puro delirio soluzionista- computazionale: rivestire di pareti sinuose e opache le ultracomplicate architetture di ciò che realmente soggiace alla macchina non significa far magicamente scomparire quest’ultime.
Significa occultarle e basta. Significa «nascondere la merda sotto il tappeto» – nella speranza che sopra il tappeto ci resti tu, e che la merda non cominci a esalare miasmi.

Valerio Mattioli è nato a Roma nel 1978. Lavora come editor per Nero ed è tra i curatori della collana Not. È stato tra i fondatori del magazine online «Prismo», ha scritto tra gli altri per «Vice», «XL» di «la Repubblica» e «Blow Up». Nel 2016 ha pubblicato per Baldini & Castoldi Superonda. Storia segreta della musica italiana. Il suo prossimo libro, un grimorio tecnodemonologico sulla periferia di Roma, uscirà per minimum fax a settembre 2019.


 
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